Un Italiano a Boston: CICCI SANTUCCI
2010/02/14
luogo on-line sul nostro sito come la sua musica
ingresso gratuito
durata il tempo dell'intervista
Intervista a CICCI SANTUCCI
Cicci Santucci si è trasferito a Boston da due anni, con la moglie Susele Luzi.
Come avvenuto per alcuni altri artisti italiani di grande talento, Cicci Santucci è andato alla ricerca di un diverso modo di vivere e di nuove esperienze musicali nel grande mondo del jazz.
Lo abbiamo raggiunto con cinque domande a cui ha gentilmente risposto sintetizzando la sua esperienza negli USA.
Eccole:
1. Dopo tanti anni di successi artistici in Italia quale ulteriore soddisfazione ti stà riservando l'America?
L’America è un completamento della mia esperienza di vita. Qui senti e capisci cosa significa vivere in un paese veramente democratico, dove il semplice cittadino ha potere senza bisogno di protezioni, o raccomandazioni da parte di amici più potenti, quindi ognuno ha la possibilità di fare. Basta avere le capacità di offrire qualcosa di qualità, vecchio o nuovo non importa. È particolarmente eccitante ricevere apprezzamenti e applausi in America, suonando una musica che è nata e cresciuta qui e che noi l’abbiamo potuta apprendere soltanto dai dischi. Le soddisfazioni che sto ricevendo qui, riguardano maggiormente la mia facoltà di creare durante i miei assoli improvvisazioni che hanno un nesso melodico, caratteristica che senz’altro deriva dal mio background italiano che mai perde di mira la passione, la sensibilità e il feeling in qualsiasi esecuzione, al contrario di molti musicisti locali, che spesso non fanno altro che uno sfoggio di pura tecnica senza nè pensiero nè cuore. Grazie a questa mia facoltà, evidentemente apprezzata da molti, ho già ottenuto la sedia di solista in una importante Big Band, oltre a numerose occasioni in piccoli gruppi organizzati e guidati da me.
2. Quali sono i tuoi progetti negli USA per i prossimi anni?
Premetto che attualmente, data la mia età, e considerato tutto quello che ho già fatto in passato, non ritengo necessario spingere ulteriormente la mia attività, specialmente in un paese ricco di musicisti, ma povero di posti dove suonare. Per cui penso che in futuro andro’ a suonare dove mi richiedono (ed è già soddisfacente) cercando di fare il meglio possibile finchè il mio fisico me ne darà la possibilità.
3. Quale è stata l'emozione più grande della tua lunga carriera artistica?
Di grandi emozioni nella mia carriera ne ho avute molte e ancora ne ho. Quindi stabilire quale è stata la più grande non è facile. Comunque uno dei tanti momenti particolarmente emozionanti fu quando nel 1969 partecipai con un gruppo di musicisti sudamericani al Festival Jazz di Jouan Les Pin in Francia. Durante la nostra esibizione, dietro le quinte, c’era Miles Davis che avrebbe suonato subito dopo di noi, il quale ha seguito attentamente tutta la nostra “performance”. Francamente non ricordo come e cosa ho suonato, perchè avere gli occhi di Miles puntati su di me mi riempì di agitazione. Alla fine uscendo dal palco lui mi ha detto “OK man”. Io ero talmente emozionato che non ho saputo dire nulla.
4. Quali sono stati i compagni di viaggio che ti hanno lasciato i più piacevoli ricordi?
Anche qui la risposta è particolarmente difficile. Ho piacevoli ricordi di tantissimi musicisti. Cercando di allargare le mie cognizioni ho ascoltato con attenzione e appreso sia da musicisti più bravi di me che da quelli meno bravi. In tutti trovi qualcosa che ti può interessare e può essere utile alla tua crescita. Comunque un musicista al quale devo molto è Gato Barbieri con cui ho avuto la opportunità e la fortuna di suonare e di frequentarlo per circa due anni. Lui mi ha insegnato a sentire e giudicare la musica non dal punto di vista tecnico, ma dalla emozione che la musica suscita, quindi l’atmosfera, il sentimento e il “feeling”.
5. Quale è il tuo sogno ancora da realizzare?
Attualmente non credo di avere un sogno da realizzare anche se un artista non smette mai di sognare, essendo il sogno il nostro cibo. Ma avendo raggiunto diversi notevoli traguardi, penso che possa accontentarmi dei risultati ottenuti. Comunque, non mollo e lascio sempre la possibilità ad ulteriori successi che, se vengono, sono logicamente graditi.
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L'esordio in pubblico di Cicci Santucci risale al 1956 quando partecipa al 1° Festival Italiano del Jazz. In seguito suonerà in tutto il mondo, dal Venezuela al Canada, dall'Europa all'Australia. Per molti anni è stato la "tromba solista" dell'Orchestra di musica leggera della RAI di Roma ed ha rappresentato l'Italia nell'Orchestra Europea. Nelle sue numerose collaborazioni con Enzo Scoppa e Romano Mussolini, ha scritto una pagina importante del jazz italiano. Ennio Morricone, Piero Piccioni, Riz Ortolani e Armando Trovaioli hanno frequentemente affidato alle sue capacità interpretative gli "assoli" caratterizzanti delle proprie musiche da film. Tra le sue ultime partecipazioni a colonne sonore sono da ricordare gli assolo con flicorno nel film "La leggenda del pianista sull'oceano". Tra i numerosi dischi incisi sono da ricordare due LP storici, uno con Archie Sheep, l'altro con Kenny Clarke. Attualmente vive a Boston.
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